Cos’è la carie?

L’unità dentale è composta all’esterno da diverse strutture anatomiche mineralizzate (smalto, dentina e cemento) ed all’interno da un tessuto molle chiamato polpa dentaria contenente vasi sanguigni e fibre nervose.
CARIE DENTALE:
Distruzione progressiva dello smalto, della dentina e/o del cemento, provocata dai prodotti del metabolismo di alcuni tipi di batteri contenuti nella placca.
La carie dentale dipende dall’interazione di diversi fattori e la mancanza di uno solo di essi non permette la formazione della lesione cariosa.
In pratica, solo alcuni specifici batteri sono in grado di produrre quelle sostanza che ledono la superficie del dente e quindi che un dente si cari facilmente dipende dalla qualità dei batteri patogeni presenti nella placca.
La placca batterica deve però aver tempo di maturare ( 8-12 ore ) e di selezionare questi particolari batteri. Durante questo lasso di tempo la placca si organizza e abbassa il ph.
Se assunti frequentemente, gli zuccheri ( il saccarosio è il più cariogeno ) a causa della loro produzione di acidi (acido lattico) determinano un abbassamento del ph del cavo orale ( il cui valore critico è inferiore a 5.6 ) che, se prolungato nel tempo, provoca la demineralizzazione dello smalto.
PATOGENESI DELLA CARIE
Inizia con una demineralizzazione superficiale dello smalto ð lesione ancora reversibile. Dopo la distruzione dello smalto, viene superata la giunzione smalto-dentina con l’invasione degli strati più superficiali della dentina, fino ad arrivare al coinvolgimento della polpa e all’eventuale formazione di una lesione periapicale.
GENGIVITE
Processo infiammatorio che interessa la gengiva aderente e la gengiva libera.
PARODONTITE
Malattia a carattere infiammatorio-degenerativo del parodonto con distruzione del legamento parodontale e riassorbimento dell’osso alveolare.
EZIOLOGIA
L’elemento eziologico fondamentale della malattia parodontale è essenzialmente costituito dai e dai loro metaboliti contenuti nella placca sottogengivale, che formano la placca dentale. Come nella carie, la placca batterica sottogengivale deve essere in grado di selezionare un numero sufficiente di specie batteriche particolarmente patogene per dare luogo alla fase attiva, cioè destruente, della malattia. Questa peculiarità della placca batterica sottogengivale è molto probabilmente influenzata da meccanismi immunologici, favorenti o sfavorenti la patogenicità da parte dell’ospite.